Gioia Sannitica
comune
Gioia Sannitica – Stemma
Gioia Sannitica – Veduta
Gioia Centro
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoGiuseppe Gaetano (Lista civica "Uniamo gioia") dal 26-05-2019
Territorio
Coordinate.mw-parser-output .geo-default,.mw-parser-output .geo-dms,.mw-parser-output .geo-dec{display:inline}.mw-parser-output .geo-nondefault,.mw-parser-output .geo-multi-punct{display:none}.mw-parser-output .latitude,.mw-parser-output .longitude{white-space:nowrap}.mw-parser-output .geo{}41°18′N 14°27′E / 41.3°N 14.45°E41.3; 14.45 (Gioia Sannitica)Coordinate: 41°18′N 14°27′E / 41.3°N 14.45°E41.3; 14.45 (Gioia Sannitica)
Altitudine275 m s.l.m.
Superficie54,42 km²
Abitanti3 578[1] (31-3-2017)
Densità65,75 ab./km²
FrazioniAuduni, Calvisi, Carattano, Caselle, Criscia, Curti e località Madonna del Bagno, Tora, Uzzi, Fattori
Comuni confinantiAlife, Alvignano, Cusano Mutri (BN), Faicchio (BN), Ruviano, San Potito Sannitico
Altre informazioni
Cod. postale81010
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061041
Cod. catastaleE039
TargaCE
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantigioiesi
PatronoSan Michele Arcangelo
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gioia Sannitica
Gioia Sannitica
Gioia Sannitica – Mappa
Posizione del comune di Gioia Sannitica nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Gioia Sannitica è un comune italiano di 3.578 abitanti della provincia di Caserta in Campania, caratterizzato dalla suddivisione in più borghi sparsi. Infatti, oltre all'agglomerato di Gioia Centro, vi sono le frazioni di: Caselle, Curti, Criscia, Calvisi, Carattano, Auduni, Madonna del Bagno.[2]

Gran parte del territorio comunale è compreso nella diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti mentre le frazioni Calvisi, Carattano e Madonna del Bagno sono incluse nella circoscrizione ecclesiastica di Alife-Caiazzo.[2]

Geografia fisica

Gioia Sannitica è sormontata dal Monte Monaco di Gioia (alto 1337 metri) e dal Monte Erbano (alto 1385 metri), entrambi facenti parte della catena montuosa del Matese. Il paese è situato sul confine tra le province di Benevento e Caserta, anticamente sul limite tra i distretti delle città sannitiche e poi romani di Allifae e Telesia. Il territorio comunale è attraversato dal principale torrente, da nord verso sud, Adventus dove sfocia nel principale fiume dell'Italia meridionale, il Volturno, al quale anch'esso attraversa il territorio nella parte meridionale. In passato era chiamata Terra Jani, la terra del dio Giano.

Storia

Secondo una leggenda l'origine di Gioia sarebbe legata a un tempio eretto in queste zone in onore del dio Giano ai tempi delle guerre sannitiche.[3] Tale narrazione, priva di riscontri documentali e archeologici, è però riprodotta nello stemma comunale dove, fra una quercia e un cipresso, è presente un'ara (altare) avente nella parte inferiore le iniziali "A" e "J", interpretate come "Ara Jani" (Altare di Giano).[4], .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}ma una recente ricerca ha ipotizzato che le lettere A e J stiano invece a significare Arx Joha a suggellare il luogo per eccellenza di nascita di Gioia.[senza fonte]

Gioia viene citata per la prima volta nel Catalogus Baronum del XII secolo, al tempo era infeudata insieme a Compostella al Conte di Caserta Roberto Di Lauro, il quale affida il territorio ad un suo Comites, tale Guntardo. Gioia è tassata per due militi, Compostella per uno e da ciò si desume che orientativamente Gioia avesse circa 120 abitanti, Compostella 60 e Guntardo amministrava dunque una popolazione complessiva di 180 persone a cui si dovevano aggiungere familiari dei militi. È presumibile che alla morte di Roberto nel 1183, il feudo sia passato al figlio Guglielmo che diviene II° Conte di Caserta. A questi succede nel 1199 il figlio Roberto III° Conte di Caserta, e nel 1216 gli succede il IV° Conte di Caserta. Tommaso Di Lauro viene arrestato nel 1223 e costretto all'esilio nel 1224 i suoi beni passarono nelle mani di Federico II° (che ne aveva ordinato l'arresto e l'esilio) ed è presumibile che in questo frangente il feudo di Gioia viene concesso a Tommaso De Rocca Conte di Molise[5]. Ma questi entra prepotentemente in contrasto con Federico II°, il quale a seguito della ribellione armata di questi e la successiva sconfitta, ne assimila i beni e li gestisce attraverso il Giustiziere di Terra di Lavoro e Molise. Nel 1231 con la riforma Federiciana inerente alla costruzione e la manutenzione dei castelli del Regno, Gioia essendo amministrata dal giustiziere di Terra di Lavoro e del Molise, non ha un feudatario, ma secondo la riforma la popolazione deve provvedere alla manutenzione del castello di Caiazzo insieme alle popolazioni delle Baronie di Ruviano, Campagnano, Guardia Sanframondo, Dragoni ed i casali del monastero di San Salvatore di Telese. Nel 1268 dalla "cedola sui fuochi" per il calcolo delle aliquote da applicare ai balzelli, redatte in seguito al controllo voluto da Carlo I° d'Angiò, per Gioia risultano 28 fuochi (ovvero 28 capifamiglia, 200 abitanti circa) tassati per 7 once, dalla cedula sui fuochi: "Cedula de focularibus qua inveniuntur dimina per collationem factam de quaternius particolaribus generalis subventionis et quaternos de focolaribus, pro quibus dicte terre et loca tenentus ad rationem de augustali uno quo prolibet foculare, propriam et secundo mense. Sub magistratu Bonifacii de Galiberto Iustitiere Terra Laboris et Comitatus Molisii. Anno XII indictionis. Minianum, profocul CCL, unc LXII et med, Theanum, profocul CXVII, un XXVIIII, ta. VII et med, Gallucium, profocul CLVII, unc XIIII, tar XV, Aylanum, profocul VI, unc I, tar XV, Pentema, profocul XXI, unc I, tar VII, et med, Sextum, profocul IIII, unc I, Mastrate, profocul IIII, unc I, Marzanello, profocul XXXI, unc VII, tar XXII et med, Prata, profocul XVIII, unc IIII, tar XV, Ioya, profocul XXVIII, unc VII" . Nel 1280 nella Cancelleria Angioina in un documento redatto a San Germano sono elencate le terre tassate quell'anno per pagare le milizie, compare anche la terra di Gioia. Sempre dello stesso anno nella Cancelleria Angioina due documenti attestano che Gioia è in possesso di Giovanni de Molisio detto anche Giovanni di Gioia, e di suo figlio Francesco:

"Mentio Iohannis de Ioha, qui denunciano obitum dicti sui patris, petit assecurari ad hominibus Iohe in provinciae Terre Laboris"

" Mentio Franciscis f. Iohannis De Molisio de Ioha, qui, denuncians obitum matris sue, petite asse curari ab hominibus Ioha Iustitiariatum Terra Laboris"

Nel 1291 presumibilmente feudatario di Gioia è Goffredo di Gianvilla per concessione di Carlo II° d'Angiò (Carlo II di Napoli).

In origine Gioia era limitata al castello non avendo dunque l'attuale estensione: qualcuna della odierne frazioni era feudo autonomo, come quello di Carattano che dipendeva dall'Abbazia benedettina del Santissimo Salvatore a Telese e che fu donato da Ruggero D'Altavilla, Re di Sicilia e cognato del Conte di Alife Rainulfo Drengot, all'Abate Alessandro Telesino nel 1134 in occasione di una visita del Re all'Abbazia stessa. Nel 1504 Gioia diviene feudo dello spagnolo Consalvo Ernandes De Cordova (Gonzalo Fernández de Córdoba), Gran Capitano del Regno, Duca di Sessa e primo viceré del Regno di Napoli. Nel 1515 alla morte di Consalvo il feudo passa alla figlia di questi, Elvira (Elvira Fernández de Córdoba y Manrique). Nel 1524 alla morte di Elvira diviene feudatario Luis Fernández de Córdoba, IV conte di Cabra marito di Elvira (oltre ad esserne il cugino) e ambasciatore a Roma di Carlo V°. Nel 1526 Fernando muore, ed i beni sono concessi a Gonzalo II Fernández de Córdoba figlio della coppia nato nel 1520. Il feudo di Gioia viene così concesso al Barone Giovanni Nicola Gaetani,secondogenito di Onorato Gaetani d'Aragona. Giovanni fu privato del feudo nel 1530, colpevole l'aver appoggiato l'invasione francese guidata dal Conte di Lautrec fu nello stesso anno giustiziato in Piazza Mercato a Napoli. Nel 1532, Gioia fu donata dall'imperatore e re di Napoli Carlo V d'Asburgo al nobile cavaliere spagnolo Ugo Villalumo, distintosi nella battaglia di Pavia (1525). Questi dopo pochi anni lo vendette a Gabriele Barone, presidente della Regia Camera della Sommaria (l'allora Corte dei Conti), che chiese ed ottenne assieme all'universitas un decreto vicereale per lo svolgimento di un mercato settimanale di mercoledì. I gioiesi godevano di propri statuti civici e si riunivano in assemblea nella chiesa di San Felice.[4]

Nel 1595 Gioia è dichiarata “camera riservata” cioè comune esentato dall'acquartieramento delle truppe in transito.

Nel 1613 il feudo di Gioia torna ai Gaetani, quando Luigi Barone successore di Gabriele lo permuta con Alfonso Gaetani dell’Aquila d’Aragona Duca di Laurenzana.

Gioia acquisisce inoltre il suffisso Laurenzana, dovuto al matrimonio di Alfonso Gaetani con Giulia Ruggiero Duchessa di Laurenzana nel 1606.

I Gaetani restano signori e Baroni del feudo fino all’eversione della feudalità nel 1806. Durante il XIX secolo il territorio comunale subì varie acquisizioni e arrivò alle dimensioni attuali.[6] Al 1810 risale la decisione della Commissione feudale che sciolse i diritti feudali e consentì a chiunque di aprire molini, diritto che precedentemente era riservato esclusivamente al feudatario, mentre il feudo di Carattano, in quanto grosso fondo incolto, con le leggi di ammortizzazione per metà fu attribuito al Comune di Gioia (allora Laurenzana), in compenso di usi civici e questo mediante l’ordinanza Martucci del 1811, per l’altra metà fu venduta al Principe di Piedimonte Onorato Gaetani d’Aragona. Insieme alle rendite della commenda fu pure venduta la chiesa di S. Salvatore con l’annesso giardino e la chiesa crollata col terremoto del 26 luglio 1806. Così, nel grigiore fecondo della proprietà borghese e contadina si eclissava il feudo ecclesiastico di Carattano, esteso oltre 400 ha, mentre Gioia acquisisce il suffisso Sannitica nel 1862 e nel giro di qualche decennio termina l’influenza della casata Gaetani ultimi feudatari e Baroni di Gioia.

Nel 1816 viene costruita la strada Piedimonte di Alife-Gioia sfruttando in parte vecchi tracciati campestri.

Al 1857 risale l'edificazione della strada Piedimonte Matese-Telese Terme, costruita in parte sul tracciato del 1816. La strada ha favorito lo sviluppo della contrada Taverna (o "quartiere nuovo") nella quale nel 1879 è stata trasferita la sede municipale Nel 1928 infine si conclude la secolare causa relativa a Carattano, che infine viene inserito nel territorio di Gioia Sannitica.

Nel 1945 passò dalla provincia di Benevento a quella di Caserta[7].

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Particolare importanza nel comune ha il culto di San Michele Arcangelo che originariamente era venerato nella grotta a lui intitolata, presso la frazione Curti, a 450 metri di altitudine. Secondo la tradizione l'Arcangelo, ai tempi di papa Gelasio I (492-496) vi apparve ai fedeli. Questo antico luogo di culto conserva ancora tracce di affreschi ed è raggiungibile dopo una decina di minuti di cammino da Curti. A Gioia Centro, e più precisamente nella chiesa Madre di San Felice (1525, rimaneggiata successivamente)[8], è conservata la statua lignea che viene portata in processione nel mese di settembre. Poco distante è la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, dotata di una bella pala d'altare raffigurante i due Santi con la Madonna e il Bambino. Quest'ultima ha perso il titolo di parrocchia nel 1758.[9] Molto piccola è la chiesa di San Rocco, nella quale è custodita una scultura venerata il 16 agosto.[10]

In località Madonna del Bagno c'è l'omonimo santuario risalente al XVIII secolo, su un precedente edificio del XIII secolo. La leggenda narra che nelle sue vicinanze, da un pozzo ancora oggi esistente, sgorgava acqua miracolosa. Scavandovi alcuni uomini trovarono una effigie della Madonna e decisero di edificare il santuario.[11]

A Calvisi è situata la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Carmine, edificata sul finire del 1500 da Alfonso Troiano.[12] Dal 1967 è stata dichiarata "santuario diocesano" perché in essa sono conservate le reliquie di San Liberato, medico e martire della Chiesa Cattolica.[13]

La chiesa di Auduni è dedicata a Sant'Antonio da Padova; conserva alcuni affreschi raffiguranti scene bibliche ed evangeliche, e una bella statua della Madonna Addolorata. Originariamente il luogo sacro era dedicato a San Vincenzo e solo sul finire del 1600 ha assunto l'attuale denominazione.[14]

Carattano possiede la chiesa della Madonna della Libera, piccola architettura religiosa avente nella volta degli affreschi ottocenteschi. Vi è anche una chiesa moderna inaugurata nel 1989 e dedicata alla Madonna degli Angeli.[15]

A Criscia c'è la chiesa della Santissima Trinità, dall'aspetto molto semplice. Il vescovo di Cerreto Sannita Giovanni Battista de Bellis nel 1685 scrisse che era stata fondata alcuni anni prima grazie alla devozione e all'impegno degli abitanti del borgo.[14]

Caselle è servita dalla chiesa del Santissimo Salvatore che custodisce una bella statua della Madonna delle Grazie, venerata nella quarta domenica del mese di luglio per ricordare la liberazione dall'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale.[16]

Architetture militari

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Gioia Sannitica.

Presso la frazione Caselle si possono ammirare i cospicui resti del castello medievale.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[17]

Frazioni

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Auduni

È un centro urbano distante appena 3 km da Gioia. L'agglomerato si è sviluppato intorno alla chiesa del Santissimo Salvatore, in essa è custodita una statua di S. Antonio da Padova, che viene venerata con grossa devozione dagli abitanti di questo piccolo centro.

Esisteva, un po' più a valle del vecchio cimitero, un antico paese detto “Casale”, che forse era il più grande tra le frazioni. Si sa che ivi esisteva anche un monastero di S. Nicola. Ma tanto il paese quanto il monastero, subirono le invasioni barbariche, ed ora non ve ne restano che ruderi. Vi è stato trovato un vaso con molte monete d'argento, una delle quali rappresentava l'effigie dell'imperatore Antonino Pio, che successe ad Adriano nell'anno 138 d.C. Il nuovo villaggio, dopo la distruzione del precedente, fu denominato Auduni, nome che, secondo il Muratori, è un vocabolo normanno equivalente a “salvati”.

Nel 1853 per opera dell'arciprete fu ricostruita l'elegante chiesa di S.Antonio, con il suo corrispondente frontespizio, una cappella, detta di S. Vincenzo, sulla strada provinciale e nel 1859 fu costruita l'attuale fontana del paese: Fontana del Fico.

Calvisi

L'agglomerato urbano di Calvisi è situato a circa 6 chilometri dal centro di Gioia a 347 metri s.l.m. Già lo storico latino Tito Livio nel IV secolo a.C. parla della conquista da parte dei Romani dei centri abitati di Allifae (attuale Alife), Callifae e Rufrium. Però gli antichi storici per mancanza di conoscenza topografica, sono discordi tra loro e attribuendo a Callifae (nome con cui gli studiosi identificano l'attuale Calvisi) varie posizioni topografiche. Le poche testimonianze sulla frazione risalgono 2217 anni fa. Sottoterra ci sono molti pavimenti a mosaico che attualmente risultano ricoperti da campi coltivati, dove oggi è collocata la fontana detta “dei fiori”, questo ha fatto dedurre che a Callifae vi erano le terme.

Nel 500 fu edificata nel piccolo borgo una chiesa dedicata a S. Maria del Carmelo e successivamente nel 1687 furono ospitate le reliquie del medico martire S. Liberato, ucciso dai Vandali. La chiesa che ospita le reliquie del Santo il 15 marzo 1967 fu dichiarata "Santuario di S.Liberato Medico e Martire" da Mons. Raffaele Pellecchia, vescovo di Alife. Da menzionare anche il palazzo Fiondella che mostra una struttura architettonica di fine XVII sec. con particolari che si rifanno al medioevo (le quattro torrette angolari) e ancora qualche stanza conserva affreschi con riferimenti e scene tratte dalla "Gerusalemme Liberata" di Torquato Tasso'. A Calvisi è nato Giuseppe Fidanza, conosciuto dai fedeli come fra Umile, i suoi resti mortali riposano nella chiesa di Santa Maria del Carmine, ed è in corso la causa di beatificazione. Risulta, nell'epoca attorno il 1300, l'esistenza delle università di Carattano, Gioia e Piedimonte.

Nel centro del paese esiste un ufficio postale e vi era una scuola elementare.

Carattano

In un'ampia zona compresa fra i m. 200 e 250 s.l.m. , si sviluppa il villaggio di Carattano. Si parla per la prima volta di Carattano nella donazione del feudo fatta dal re Ruggero II al monastero di S. salvatore in Telese ma non si conosce l'epoca della fondazione del piccolo abitato medievale, i cui edifici più antichi si riconoscono sulla collina che oggi ospita il cimitero e la cava. Qui si trova anche la piccola chiesa dedicata a Santa Maria della Libera, insieme a poche abitazioni. Il castello di Carattano costituì un feudo ecclesiastico donato nel 1134 da Ruggero D'Altavilla, Re di Sicilia e cognato del Conte di Alife, Rainulfo Drengot, all'Abbazia di San Salvatore di Telese.

In antichi documenti del medioevo compare con il nome di Caraczanum e Caractanum. Il 23 settembre del 1304 fu visitata da Re Carlo II.Nello stesso anno risulta essere tassata quale Universitas come si legge da un documento angioino

"Fasciculus XXIX n. 7, olim arca F. fasciculus 84 n. 8. 1304, Septembris 23, Indictione III, Caroli II anno XX Caractani Baiulus et judices Pedemontis, ut exequantur mandatum regium denunciatum per litteras Bertrandi Artus Justitiarii Terre Laboris et comitatus Molisii, quae excibuntur, ingiuntum Universitatibus sigillatim recensitis, uy statim eligant taxatores et collectores ad distribuendam et exigentam generalem subventionem. Per Petrum judicis Landulfi Notarium Pedemontis prope Alifiam"

Nell'Ottobre del 1343 la popolazione del castello si ribellò all'Abate di San Salvatore, Vito, che accompagnato dai suoi ufficiali baronali tentò di far valere i propri diritti ecclesiastici. Fu scacciato a sassate. Da ciò si desume che era già in corso da tempo il conflitto tra l'autorità abbaziale e l'autonomia di Universitaria. Nel 1459 con gli scontri tra le truppe di Onorato Gaetani, feudatario di Alife e Marino Marzano feudatario di Sessa il castello fu saccheggiato e distrutto.

Il centro urbano di Carattano è di difficile identificazione in quanto numerose sono le abitazioni sparse.

Caselle

È un piccolo agglomerato urbano situato nelle vicinanze del castello normanno. Il centro si sviluppa intorno alla chiesa del Santissimo Salvatore, dove è custodita la Madonna delle Grazie.

Conserva ancora tale nome fin da quando esistevano gli abitanti nel vicino castello, che tenevano i loro animali nelle case di legno, dette “caselle” o piccole case. Con l'andare del tempo, poi, le poche caselle di legno furono mutate in case in muratura, ma senza mutarne il nome.

Criscia

È piccolo agglomerato urbano sviluppatosi intorno alla chiesa della S.S. Trinità. È caratterizzato da un piccolo nucleo di case e da un certo numero di abitazioni sparse. Negli ultimi anni vi è stato un certo sviluppo urbanistico da parte di emigranti, che rientrati nella loro patria, hanno costruito nuove abitazioni.

Curti

È un piccolo centro urbano raccolto intorno ad una chiesa, dedicata a Santa Maria del Carmine. È il centro originario del culto del santo patrono di Gioia Sannitica, che si celebra in una grotta a lui intitolata, contenente antichi affreschi pregiati. L'antica grotta di San Michele, ancora poco conosciuta, costituisce dei bei affreschi bizantini.

Madonna del Bagno

La chiesa Madonna del Bagno è situata sulla sponda destra del torrente Arvento a circa m. 170 slm, ed è caratterizzata da case sparse.

Il santuario della Madonna del Bagno, sorge in una pianura dell'agro del Comune di Gioia Sannitica. Per secoli pastori e contadini, si sono dedicati alle attività rurali. In origine il culto legato alla Madonna del Bagno si concentrò intorno ad una piccola Cappella con annesso eremo, la cui edificazione è fatta risalire al 1700 circa. Nel posto dove secondo la tradizione alcuni pastori del luogo rinvennero in un pozzo, tuttora presente nelle vicinanze della chiesa, una immagine della Madonna impressa su una mattonella, che è conservata attualmente in una artistica cornice di pietra, dietro l'altare. Il piccolo Santuario è un tempio tranquillo, senza particolari pregi artistici, è a navata unica con volta di copertura a sesto ribassato, ornato da dipinti di immagini della Madonna nelle arcate centrali.

Nella frazione vi è presente anche una scuola materna ed elementare. Dal 2014 si svolge la sagra "tradizioni e sapori" proprio di fronte al santuario nella piazza della frazione.

Economia

La principale attività produttiva è l'agricoltura, in particolare la produzione di olio e di vino.

Nel territorio comunale è in funzione una centrale idroelettrica.[18]

Amministrazione

Sindaco: Giuseppe Gaetano (Lista civica uniAMO Gioia)

Gemellaggi

Sport

La città ha sola una squadra di calcio che, nell'anno 2012-2013 ha militato in terza categoria, la Virtus Gioiese. Dalla stagione 2013-2014 è stata promossa in seconda categoria. Il giorno 19 maggio 2019 la squadra vince il campionato di seconda categoria vincendo il playoff contro la Polisportiva Faicchio facendo 9 su 9 negli scontri diretti contro la Pofa.

Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ ab Guida, p. 14.
  3. ^ Viaggio tra le meraviglie della Campania, Angelo Sacco Editore, Polla, 2005, p. 464.
  4. ^ ab Marrocco, p. 70.
  5. ^ Paola Maffei, Cuozzo, Enrico und Jean-Marie Martin, Le pergamene di Santa Cristina di Sepino (1143-1463), in Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte: Kanonistische Abteilung, vol. 86, nº 1, 1º agosto 2000, pp. 589–590, DOI:10.7767/zrgka.2000.86.1.589. URL consultato il 6 settembre 2019.
  6. ^ Guida, p. 13.
  7. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta."
  8. ^ Marrocco, p. 71.
  9. ^ Pescitelli, p. 211.
  10. ^ Guida, p. 17.
  11. ^ Guida, p. 35.
  12. ^ Pescitelli, p. 214.
  13. ^ Guida, p. 63.
  14. ^ ab Pescitelli, p. 216.
  15. ^ Guida, p. 32.
  16. ^ Guida, p. 22.
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ AAVV, Guida d'Italia; Campania, Touring Editore, 1981, p. 276.

Bibliografia

  • Dante B. Marrocco, Guida del Medio Volturno, Napoli, Tipografia Laurenziana, 1986.
  • Sandrino Luigi Marra, Dipartimento di Ponti e Strade. Progetto della nuova strada da Gioia a Piedimonte di Alife. Anno 1814. Lulu editore 2012
  • Renato Pescitelli, Chiesa Telesina: luoghi di culto, di educazione e di assistenza nel XVI e XVII secolo, Auxiliatrix, 1977.
  • Autori Vari, Guida di Gioia Sannitica: arte, folklore, natura, Piedimonte Matese, Tipografica del Matese, 2007.

Altri progetti

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Collegamenti esterni

  • Sandrino Luigi Marra, Il Castro di Gioia, su www.archeomedia.net, 2016. URL consultato il 28 gennaio 2018.
Caserta Portale Caserta: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di caserta
source: https://it.wikipedia.org/wiki/Gioia_Sannitica

Indirizzo

Il nosto indirizzo:

Gioia Sannitica

GPS:

41.299809, 14.444620999999984

Telefono:

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