L'Orologio di Pietra
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tumultuosi torrenti. Oasi di uccelli migratori ma anche vita per l’uomo, con gli antichi acquedotti e le centrali elettriche che trasformanol’acqua in energia.
Temporali d’autunno, neve d’inverno, rugiada a primavera. L’acqua attraversa i calcari di queste montagne, scava profonde grotte e infine emerge dalle sorgenti a valle. Il Torano e il Maretto di Piedimonte Matese sono due esempi eclatanti di grandi sorgenti. Entrambe utilizzate per dare acqua potabile a mezza Campania, hanno portate incredibili, e l’acqua, freschissima e cristallina, fuoriesce dalla roccia con un vigore impressionante.
Nel Matese si produce, perciò, anche energia. Possenti tubi convogliano l’acqua dal lago carsico a una centrale idroelettrica ai piedi del monte, quasi mille metri più in basso. Un grande lago, molto suggestivo al tramonto, quando le alte pareti della Gallinola, traforate di caverne, si colorano di rosa. In un’atmosfera sospesa, le silenziose imbarcazioni dei pescatori, i lontri, navigano tra i canneti. Un paradiso per gli uccelli, come l’elegante airone cenerino. E poi la centrale di Capriati al Volturno, e quella abbandonata di Prata Sannita, esempio di archeologia industriale. E gli altri due laghi, quello di Gallo, dalle rive calme e silenziose, e quello di Letino, le cui acque si gettano in un inghiottitoio naturale. Acqua è natura. Lungo il corso del Volturno c’è uno scrigno incontaminato, l’Oasi Le Mortine. Tra la ricca vegetazione tipica delle zone umide trovano riparo uccelli come lo svasso, il martin pescatore, l’airone, e numerose anatre e oche. A poca distanza, il fiume si presta inoltre alla pratica della canoa, attività rilassante e sicura. |