Il faggio e l’acero. L’aquila, il lupo.
Una varietà naturalistica
che fa invidia ai parchi più blasonati. Camminate per i sentieri,
attraversate il mondo degli odori, dei colori,
dei suoni della natura.
Ambienti articolati, possenti e al tempo stesso fragili. Luogo ideale per molte specie animali e vegetali. La martora, la lepre, il ghiro, il tasso, sono incontri comuni nei nostri boschi. Sentirete squittire, stridere, nitrire. E, con un po’ di fortuna, ululare: il Matese è terra di lupi. In inverno potrete partire con gli sci ai piedi, alla ricerca delle sue impronte nella neve.
In questi cieli vola il rapace notturno più grande d’Europa, il gufo reale. E nibbi, falchi pellegrini, lanari, contendono l’orizzonte a gracchi, tordi, picchi, allodole e altri uccelli. Sulle alte pareti dei canyon nidifica persino l’aquila reale. È impressionante vederla planare sulle cime degli alberi: individua le prede con la sua vista proverbiale, le raggiunge con picchiate mozzafiato.
Il Matese ha grandi spazi, itinerari per tutte le gambe e tutte le teste, da fare in compagnia di guide o in completa autonomia. Venite all’ombra dei faggi. Osservate il rosso degli aceri in autunno. Passeggiate nell’affascinante cipresseta di Fontegreca, patrimonio botanico unico nel suo genere. Ovunque andiate, potrete sentire il brulichio della vita, il profumo dei fiori, dei frutti del sottobosco. Accomodatevi, la natura dà spettacolo.