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Grotte e canyon.Il Matese è terra di speleologi e torrentisti. Qui, tutto l’anno, si respira l’odore dell’esplorazione, dello studio, dell’avventura.
Un massiccio calcareo è per sua natura carsico. Il Matese è tra i principali dell’Appennino. Luoghi di storia e d’acqua, di studio ma anche di avventura, le grotte e le forre del Matese possono essere visitate con la dovuta preparazione tecnica, o affidandosi a guide esperte. I percorsi principali sono a Cusano Mutri e Pietraroja, dove la Gola di Caccaviola offre un’esperienza indimenticabile. Il territorio di San Gregorio Matese vanta grotte come quella di Campo Braca, e il suggestivo inghiottitoio di Campo Rotondo. A Letino si apre infine la grande grotta del Cavuto o del Lete, esplorata negli anni Sessanta. I suoi ambienti interni sono affascinanti quanto delicati, ricchi di concrezioni calcitiche che testimoniano il lungo lavorio dell’acqua. Qui, nei laghi sotterranei e sulle pareti, vivono rare specie di animali cavernicoli, oltre ai pipistrelli, simbolo degli speleologi e delle stesse grotte. A Castello del Matese, in un luogo di facile accesso, sarà inaugurato a breve un Centro di Speleologia dedicato allo studio e alla salvaguardia del patrimonio carsico di queste montagne. Speleologia e torrentismo. Una palestra di avventura e di ricerca, sopra e sotto il Matese.
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