Eventi antichissimi, risalenti a epoche remote,
registrati nelle rocce, negli strati, nei fossili.
Dove spesso assumono forme bizzarre.
La geologia del Matese è un grande,
avvincente romanzo.
Questa è una montagna antica. Circa cinque milioni di anni fa, le spinte tettoniche hanno iniziato a sollevare quelle rocce che erano giovani quando sulla Terra trionfavano i grandi rettili, nel Mesozoico, spingendole fino a generare le nostre cime. L’erosione ha fatto il resto: laghi e grotte, valli e canyon. Una storia affascinante, raccontata dalle pieghe della roccia, dalle faglie che tagliano il massiccio montuoso da parte a parte, e dai fossili che ne popolano gli strati. Un assaggio di tanta ricchezza è offerto a Cusano Mutri dalle sale del Museo Civico del Territorio. La passeggiata può proseguire nei dintorni, alla scoperta delle morfologie della roccia, come le arricciature a fisarmonica della Formazione di Longano, a poca distanza dal centro storico. Le miniere di bauxite abbandonate del Monte Mutria sono visitabili mediante un percorso accessibile a tutti, che sorprende anche l’escursionista più navigato.
La paleontologia è di casa a Pietraroja, paesino di montagna diventato sinonimo di fossili. È la patria di Ciro, il piccolo e ormai famoso dinosauro. Qui il Paleolab, museo interattivo e laboratorio all’aperto, affascina e insegna. Studenti di ogni età, e adulti assetati di scienza, possono toccare con mano strumenti e metodi dei paleontologi, ricercatori-detective che attraverso indizi minimi ricostruiscono eventi avvenuti milioni di anni fa.