Terra di Sanniti, il Matese fu
roccaforte di un popolo tenace. Oggi la sua storia millenaria è testimoniata da
edifici, borghi, grotte rupestri.
Segni di splendori e alterne vicende.
Qui la natura si fonde con l’uomo, così come la montagna confina con la pianura. Strade, ponti, case, sorgono negli stessi luoghi di un tempo. I fasti di Roma si respirano al Museo Archeologico di Alife, che dell’illustre passato conserva intatto l’impianto urbano, con le mura e le quattro porte del castrum. Il medioevo aleggia in quasi tutti i centri del Parco, come nel borgo medievale di Gioia Sannitica, o nel centro e nel palazzo ducale di Piedimonte Matese.
L’impronta del periodo longobardo è evidente soprattutto nelle grotte dedicate al culto di San Michele, come quella di Curti, presso Gioia Sannitica, o quelle di Raviscanina e di Faicchio. In quest’ultimo centro si può visitare il castello, oppure, accompagnati da guide esperte, il suggestivo acquedotto romano. Di tanto passato è testimonianza anche il centro storico di Prata Sannita, con rinvenimenti archeologici, e i vicoli e le case arroccate della Prata Superiore, dominata da un imponente castello. Oppure Ailano, pugno di case alla sommità di un colle, con i resti di un castello cinquecentesco. Da due torri, relitto di un castello normanno, prende il nome Castello del Matese, in posizione panoramica sulla valle del Medio Volturno. Dalla valle alla montagna si estende il territorio di Sant’Angelo d’Alife, centro in cui si conserva il settecentesco Palazzo dei Serra di Gerace. Guardate, osservate. Respirate duemila anni di storia.